14 aprile 2018

What's up?

Ho scoperto che gli americani usano salutarsi dicendo "what's up?" in forma interrogativa per dire "what's going on?" oppure "how are you?". Per dire semplicemente come va?...
Forte, nella prossima vita vorrei nascere americano. Ora compilo il modulo di rinascita e poi lo inoltro con what's up. What's up? Bene! Sto bene, ma non faccio molto per il bene. E se ogni uomo è colpevole di tutto il bene che non ha fatto, come sostiene Voltaire, allora sono imputato anch'io, colpevole, indifeso, non difendibile, in nessun luogo essendo in ogni luogo, come sostiene Seneca. Inafferrabile anche a me stesso, inaffidabile. Da mesi sfuggo ai posti di blocco d'un "what's up?" del mio lato oscuro della forza. Agisco in uno spazio mentale senza sole. A volte, raramente, mi aspetto ai margini d'una corsa come forse domani, come fosse ieri. Come va? Forse bene, forse domani il mio lato luminoso della debolezza mi ricorderà che sono un uomo.

What's up? "Tuttadritta", andata e ritorno.


2 gennaio 2018

to arise

Finalmente il bagliore di un nuovo anno, di un nuovo raggio di luna. Riprendo a correre riflesso in pensieri dalle larghe vedute ancora ghiacciate. Anche l'asfalto non vede l'ora di scaldarsi. I muscoli, i tendini, il sangue ritornano ad impregnarsi sollecitati. Basta un luccichio nello sguardo e senza lamentarmi, e senza giudicare e senza nulla avere in cambio, il sorriso che incontro diventa il sorriso regalato dal vento. Ed ho cambiato i piani, guarito.


23 dicembre 2017

Pinkie (mignolo)

"Viviamo in competizione evolutiva con microbi, batteri e virus. Non c’è nessuna garanzia che saremo noi a sopravvivere." (Joshua Lederberg)
Forte di questo bell'incoraggiamento mi accingo a spostare di giorno in giorno e ora di settimana in settimana quel magico momento in cui, forse, se sopravviverò, mi scaraventerò fuori di casa per ossigenarmi a fondo i polmoni, la coscienza e il ribollente inconscio. Per correre finalmente incontro al nulla che tanto mi attende e tanto sento di desiderare. "Il nulla" che non posso continuare ad ignorare, ma senza il quale la materia della mente non può stare in equilibrio con il corpo. Senza questo "incontro del nulla" non avviene dialogo tra ciò che ho, il pensiero consapevole, e ciò che sono, l'impensabile inconscio che sogna e parla con l'anima. E' indispensabile la fatica, la soglia del dolore. Senza corsa, da fermo, non c'è apertura per la tensione di questa vita o spiraglio di fuga dai sogni sognati e mai realizzati.

Da più d'un mese combatto contro un'infezione batterica, forse, che mi gonfia un mignolo, lo arroventa e mi rende difficile tenere in pugno la situazione (nel vero senso letterale), e mi rende ridicolo quando bevo il caffè con il mignolo alzato in segno di nobiltà (a cui non aspiro). Prima il cortisone, poi l'antibiotico: un miglioramento iniziale in entrambi gli approcci e poi il ritorno sordo del gonfiore, del rossore e del dolore che non è quello che sta in cima alla fatica, ma quello che sta in fondo al corridoio di un pronto soccorso dove non voglio andare.

15 ottobre 2017

Corsa da Re 2017

Succede che si entri in una reggia, trascinati da un fiume umano quasi in piena di vita, e la dinamica della mente si fa meditativa. Vedo i corpi colorati: mi accorgo di vedere che vedo i corpi colorati; mi accorgo di vedere il vedere che vedo i corpi colorati... 

Mi lascio assorbire, recettivo, privo di pensieri. Consapevole di essere ancora una volta capitato in mezzo al movimento e senza alcun motivo. Sono mosso verso il centro dei giardini reali. Sospeso, spinto, invitato là dove l'inconscio e la passività della coscienza si riuniscono in una totalità di pulsioni, tensioni e stati emotivi che germogliano vita, ma sono esclusi dalla ragione.

"La meditazione è l’unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio" diceva forse Osho. E questo tempio oggi è all'aperto qui intorno a me, è al chiuso qui dentro me, è dentro tutti i corpi in movimento che contemplo. Lentamente mi lascio filtrare da sguardi e sorrisi e rumori, come una bustina di tè. S-corro via, s-corriamo via tutti mischiandoci in ottomila bustine piene di essenze di umana bellezza. Libertà di non pensiero.

Alla fine del tè non si medita più, ma solo perché il ristoro è veramente un ristoro da Re.

Incredibile raduno ai giardini reali di Venaria

8 ottobre 2017

TomaTrail 2017

Una somma di piccole cose, una somma di passi che arrivano a cento...

Canticchio Fabi, lo assimilo nel visionario disegno che compare unendo i punti tra "il sorriso regalato ad un passante" e le "scelte sbagliate che ho capito col tempo". C'è vita, ancora irrequieta e salvifica vita, nonostante i minuti sprecati che non ritorneranno... Oltre la malinconia dell'autunno.

Finalmente si corre tra prati, boschi, verdi e azzurri, salendo e scendendo come cani da pastore, o quasi. La giornata estiva, un'occasione perfetta. A Condove, in Val Susa, il TomaTrail disegna lento e pomeridiano (partenza alle 15:30) un tracciato boschivo, molto insidioso nelle strette mulattiere. 

Ricci di castagne rimbalzano come mazze ferrate tra le foglie polverose. Pietre sconnesse, in rilievo o nascoste, sono trappole naturali nella pendenza della discesa. Fatico, intuisco la parabola della vita. Salita, discesa. 16km e 1000m D+ fanno riflettere e comunque ringraziare di essere ancora in grado di affrontarli con sfrontatezza. 

Incontro gli amici degli "Orchi Trailer" e alcuni veterani di queste manifestazioni. Solidali e solari. Ma quando incontro i giovani, molti, capisco che saranno loro ad imprimere nell'album del tempo le tracce di una migliore umanità. Musica è.


Nel gruppo degli Orchi

Circa 200 al via sul percorso "lungo"


All'arrivo dopo "allungo" vinto da Paolo

P.S.: Taglio il traguardo in 1 ora e 56 minuti (a 27 minuti dal primo assoluto): una piccola somma di felicità.

26 luglio 2017

Pecora

Socrate diceva non so niente, proprio perché se non so niente problematizzo tutto. La filosofia nasce dalla problematizzazione dell'ovvio: non accettiamo quello che c'è, perché se accettiamo quello che c'è, ce lo ricorda ancora Platone, diventeremo gregge, pecore. Ecco: non accettiamo quello che c'è...
(Umberto Galimberti)
E' da mesi che ci giro intorno. Prima un po' di stanchezza, poi un po' di male all'anca. Un po' di riposo e poi un lunghissimo mal di schiena. Dopo, ancora stanchezza e lombalgia. Ad ogni cenno di ripresa è seguita l'inversione di rotta, la frenata, la camminata. E' come se un piano inclinato si materializzasse appena inizio a saltare. Il fatto grave è che la frazione d'inclinazione aumenta giorno dopo giorno. Non sapendo perché ciò accade, problematizzo, somatizzo, divento parte del gregge, divento pecora. Non sono più capace di esercitare quella filosofia dell'"alzati e cammina" che sono tutte palle... Beh, che sarà mai...


16 luglio 2017

La contromisura

La prospettiva:

Da un'intervista sul Sole 24 Ore, il presidente dell'Inps Tito Boeri informa che "bloccare gli adeguamenti dei requisiti di pensionamento all'aspettativa di vita costerebbe molto alla spesa pubblica; bloccarli a 67 anni (dal 2021 in avanti) costerebbe 141 miliardi (da qui al 2035), che si tradurrebbero in aumento del debito pensionistico".

Questo va ad aumentare lo stress ossidativo generazionale e contribuisce a ridurre la speranza di vita e le pensioni da erogare. L'operazione si basa sulla statistica, ma anche sull'illusionismo che mescola l'ipotesi di vivere (seppur lavorando) all'ipotesi di lavorare (seppur vivendo) in un mondo disposto a tollerare (la lentezza senile). Che poi, si sa, l’invecchiamento della società è solo un processo che dipende da come si definisce l’anziano. Over qualcosa.

La statistica:

Nel 2016 sono nati in Italia 474 mila bambini, il peggior risultato dall'Unità d’Italia ad oggi. L’invecchiamento della popolazione è un elemento strutturale, reso ancora più evidente dalla crisi economica.

In Italia, la speranza di vita alla nascita è di 80,3 anni per gli uomini e 84,9 per le donne (erano 80,7 e 85,6 nel 2014). Entrambi i dati restano superiori alla media europea che è di 77,9 e 83,3. (Tra la Campania e il Trentino ci sono 3 anni di differenza a favore del nord)

L’indice di vecchiaia è il rapporto tra la popolazione over 65 anni e la popolazione di 0-14 anni, moltiplicato per 100. Questo dato nel 2015 era di 157,7. Questo significa che ci sono molti più anziani che giovani, e che questo sbilanciamento è in continua crescita.

L’indice di dipendenza è il rapporto tra popolazione over 65 e popolazione in età lavorativa, cioè tra i 15 e i 64 anni. Ogni 100 persone in età lavorativa ci sono in Italia 33,7 persone oltre i 65 anni. Si tratta del dato peggiore d’Europa (28,1 è il dato medio europeo). I paesi dove questo rapporto è migliore sono Slovacchia (19,7), Irlanda (20) e Lussemburgo (20,5).

La popolazione over 65 rappresenta il 21,7% della popolazione italiana, contro una media europea del 18,9%. Le proporzioni sono aumentate in modo molto significativo con il passare del tempo, basti pensare che nel 1983 la quota di over 65 era del 13,1%.

L'età mediana della popolazione si attesta a 45,1 anni contro una media europea di 42,4. Entrambi i dati sono in continuo aumento. Nel 1960, in Italia, l’età mediana della popolazione era 31,7 anni. In questo caso la Germania ci supera (a 45,9), mentre il paese più giovane d’Europa è l’Irlanda (36,4 anni), seguito da Cipro (37) e Slovacchia (39).

La contromisura:

Ogni persona ha le proprie contromisure. 
Qui un esempio estremo: smettere di lavorare (link al blog di Francesco).




15 luglio 2017

R-esistenza

A soli 40 anni si è spenta oggi l'iraniana Maryam Mirzakhani, la prima donna a vincere il Nobel (la medaglia Fields) della matematica. Amava definirsi una "pensatrice lenta", che con pazienza e perseveranza risolveva problemi apparentemente insolubili. Geometria iperbolica, teoria ergodica e geometria simplettica, i suoi incredibili spazi di libertà...

Come ha scritto Lorenzo, la libertà si conquista con sofferenza e per questo la sofferenza ha gusto di libertà. In questo senso la sofferenza assume un valore profondo e diventa un buon motivo per vivere, combattere e morire. Per capire il concetto occorre una certa età: non può essere uno slogan giovanile per ragioni naturali, e non può sostituirsi all'esigenza di una vita migliore, al termine della parabola esistenziale. 

La libertà si conquista con consapevolezza, ma cosa significhi esattamente lo sa solo un monaco buddista. Posso immaginare e basta, e questa è libertà ideale, sogno e desiderio. La libertà reale è un'altra cosa. A conquistarla è un pensiero lento e faticoso che si evolve in movimento verso l'Altro, l'uomo e la sua felicità. Che si tratti di matematica o di sport, ci si libera solo se si condivide consapevolmente la magia d'esistere, di resistere e di testimoniare. 


1 luglio 2017

Spaziosfera

Tutti sanno mangiare, ma pochi sanno farlo bene. "Mangiare è incorporare un territorio" scriveva il geografo francese Jean Brunhes...

Mangiare è incorporare... allora perché non sappiamo muoverci nella terra che conquistiamo, in cui viviamo e in cui prima o poi ci dissolveremo? Uno straordinario mappamondo si trova nel seguente sito: veryfood. 

Muoviamoci, nutriamoci, mangiamoci (meglio)...




11 giugno 2017

Alex

«La più grande impresa nella storia dell’arrampicata pura»

Il 3 giugno 2017 Alex Honnold ha scalato senza corde e imbragature (free solo) una parete di circa 900 metri nel parco di Yosemite, in California...



Lungo il corpo della montagna, le mani sui risalti, le falangi nelle fessure, il respiro in trazione...

Sei lama di roccia verticale sul limite dell’aderenza. Sollevi e risali impulsivo e sconosciuto ogni istante di libertà nel palmo della mano, nel soffio che riprende dalla terra leggerezza. Non pensi d’esser vivo più di questa importante e profumata calma...

Ammiro la tua calma

22 aprile 2017

Return

Si potrebbe fissare un prezzo per i pensieri. Alcuni costano molto altri meno. E con che cosa si pagano i pensieri? Credo con il coraggio. (Wittgenstein)

Ripensare alla corsa costa poco. Riviverla è il pensiero più caro che oggi posso permettermi di comprare. Domani, seppure malconcio, vorrei calpestare la stessa erba di cinque anni fa. E assaggiare con coraggio la polvere alzata da chi mi precederà. Il coraggio si trova nei luoghi più improbabili della mente...

9 aprile 2017

Something just like this

Fino a quando non siamo perduti non iniziamo a conoscerci, diceva più o meno Thoreau. Laggiù, negando ogni idealità al di fuori dell'immanenza, dispersi, forse intuiamo la parte essenziale di ciò che siamo a nostra insaputa.

Questa consapevolezza è l'inizio della conoscenza, l'inizio del mondo che interiorizziamo ad ogni nuova esperienza. Si allargano i confini, si cresce, finché la parabola inizia a distinguersi come traiettoria ineluttabile.

Il tempo a disposizione diventa il tempio, il recinto consacrato dove tagliare le debolezze. Fino ad eliminare la sensazione di esistere.

Mi fermo un attimo. Alle spalle ho messo una quindicina di chilometri di strada assolata, e sento, a mia insaputa, d'essermi perso. Chiudo gli occhi e respiro questa musica che risuona nel tempio: "I want something just like this"...

Sono parzialmente vivo e voglio qualcosa di simile...

9 dicembre 2016

Occhi di cielo

I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni, diceva Picasso. E metteva del rosso quando non aveva più blu. Perché il colore influenza l’anima: l'insegue, l'avvicina, fa riconoscere. E quando dico anima so bene che sto a mezz'aria, in un luogo dove i colori abitano altre pareti.

So bene che questo allenamento iniziato sulla linea dello zero mi sta proiettando in atmosfera, in mezzo a quella nuvola rossa, accanto alla mia. E' la luce del cielo al tramonto che crea il colore, o è il colore di questa pittura vivissima di te che nella mente crea la luce? E' una risata, e riscalda la brevità della vita.


26 ottobre 2016

musinè

Ho sempre vissuto da queste parti, eppure non sapevo che musinè significasse "asinello", in dialetto piemontese. Un po' mi vergogno, forse ho la testa d'asinello anch'io...

Intanto arriva la sera piovviginosa, e si fugge dal solito ufficio. Con Luca e Massimo puntiamo al Monte Musinè. Troppo in alto, sì, correggiamo la mira e accontentiamoci di una corsetta lungo la taglia fuoco. Una dozzina di chilometri saliscendi possono bastare. 

Quest'asinello d'un monte è "conteso tra esoteristi, paleo-complottisti, fanta-archeologi, ufologi, antagonisti no Tav e rampolli della Giovane Italia: ognuno ne fa strumento di battaglia, scenario di rivelazioni occulte, antenna di sante energie o rifugio d’anime dannate." Qualcosa di strano l’avrà pure, se nel corso dei secoli ha generato tante credenze da diventare riferimento preferito degli UFO o, addirittura, una base aliena...


Alcuni graffiti sintetizzano la storia al povero turista inesperto o a quello inconsapevole di trovarsi in un luogo misterioso. Noi graffiti umani seguiamo la traiettoria immaginaria che unisce la passione per la corsa all'impressionismo dell'anima, verso nuovi realismi e vecchi romanticismi. Non capire è il privilegio di questo Musinè.

19 ottobre 2016

Istanti

«Hai il tempo e ti credi povero?». Hai ragione, mi sento ricco. Spendiamo il tesoro correndo? Chiudo l'ufficio alle spalle, raccolgo Luca (che nasce a sud ovest di Milano) e insieme partiamo "a verdeggiare" tra raggi serali di libertà, sotto forma di abeti, querce, robinie e forse pioppi. La strada s'inerpica sopra Piossasco, sopra il tempo e le sue nuvole, che poi sono semplici ombrelli intrecciati di rami, come i nostri pensieri che ritornano a crescere. Si continua a salire con pendenza regolare, battiti in salita, getti sanguigni come germogli di fagioli magici salgono biforcandosi ad ogni falcata.  

«Continua ciò che hai cominciato e forse arriverai alla cima, o almeno arriverai in alto ad un punto che tu solo comprenderai non essere la cima». Arriviamo con antica filosofia fin dove il tempo si ferma e il sudore condensa qualche istante di felicità. Poi la discesa continua, sorridendo. Al tempo.



9 ottobre 2016

Circolare

Da tempo ormai inanello una serie di strade immaginarie e poi tiro dritto verso qualche luogo di raduno podistico. Circolo, come dice Ferdinando Camon a proposito di opere letterarie, speditamente, senza trascinarmi dietro l'autore (di una gara). Mi sento libero come sono liberi (gli autori) che adottano nomi falsi, pseudonimi, eteronimi, dietro cui nascondersi per esprimersi con tutta la naturalezza e la spontaneità che possiedono.

"Tra l’uomo reale e l’uomo che scrive libri non c’è identità. E non è vero che se non conosci l’identità non puoi capire quello che scrive"... dice Camon. Così tra l'uomo reale e l'uomo che corre in mezzo alle sue follie non c'è identità, almeno durante la fisica lettura interiore. E non è vero che se non conosci te stesso non puoi capire quelle sensazioni che affiorano all'improvviso, dopo venti o trenta sferzanti chilometri di corsa. Anzi, proprio non conoscendosi, non aspettandosi, chi corre è nelle condizioni di percepire l'essenza altrui che ad un certo punto emerge, dimenticando la sfida, la gara, la conquista del posto. Tra l'uomo reale e l'altrui che scrive con le gambe c'è questa assenza di identità, mutevole, folle e immaginaria. Si legge il ritmo, si ascolta una conversazione, si entra nell'altra storia. Si confrontano le amnesie, si colorano ricordi in bianco e nero, senza sapere chi è l'autore che corre al proprio fianco.

Da un po' di tempo corro così, anonimo in me stesso. La scorsa settimana ero alla maratona di Torino dove ho immaginato momenti di gloria alla Forrest Gump. Questa mattina ero al giro di Testona, a Moncalieri, partito da lontano per arrivare lontano. Una decina di chilometri per raggiungere la partenza, una decina di chilometri di percorrenza, una decina di chilometri di rientranza. 

Il viaggio interiore è stato avventuroso. Grazie a Carmelo, Fausto, Marco, Paolo, Elisa... e agli altri anonimi. Come vuoi essere chiamato? Quello è il tuo nome. L'altro non c'è più...



Scrive Ferdinando Camon: "Sul contratto di un esordiente l’editore dovrebbe chiedere: «Come vuoi essere chiamato?», come si fa col Papa appena eletto. Quello è il suo nome. L’altro non c’è più.
Ci sono aneddoti su Leopardi che mi disturba conoscere. Come non si lavava… Come risolveva i suoi problemi sessuali… Come puzzava così tanto, che se andava a trovar amici all’ora di pranzo quelli smettevano di mangiare. La conoscenza di questi dettagli non mi serve per capire l’Infinito o A Silvia, anzi m’intralcia. Voglio dire: se non sapessi quegli aneddoti, quei versi li capirei meglio. Ingenuo come un bambino nel maneggiar denaro era il Foscolo, ma quando leggo I Sepolcri devo sgombrar la mente da questo ricordo. Ottieri beveva i profumi di sua moglie, perché era assuefatto all’alcol e i profumi contengono alcol. Lo rivela il suo analista, Cesare Musatti. Non c’è peggior vizio che quello di consultare un analista per scoprire la vita segreta di uno scrittore. Non c’è identità tra l’uomo che scrive e l’uomo che va in analisi. Se ci fosse identità, non andrebbe in analisi. Dopo la Ciociara, la vita di Moravia diventò un martirio. Come quella di Bassani dopo i Finzi-Contini. Come quella di Pasolini dopo i Ragazzi di vita. Lo scrittore che scrive sotto pseudonimo scrive in sincerità e verità. È libero perché è sconosciuto. Gli scrittori che scrivono col proprio nome e cognome sono schiavi della famiglia, dei parenti, del quartiere, degli amici… Sono ricattabili."

31 luglio 2016

Pegaso

« È pigro l'uomo che può far di meglio » scriveva Ralph Waldo Emerson 150 anni fa in America.

Dall'ultimo post su questo diario sono trascorsi 75 giorni. Posso certo far di meglio ed aspettare l’autunno per digitare una nuova riflessione… Oppure ammettere che ci sono pigrizie che vanno iniziate ed altre che vanno terminate, anche solo perché “la vita è una ricerca di potenza” come ancora brillantemente suggerisce l’Americano. Qui non si tratta di potenza meccanica o termica, di sviluppare cavalli col vapore. Si tratta di potenza mentale e relativa, di sviluppare cavalli con le ali. Pegaso alato può farsi imbrigliare anche da noi che non siamo eroi. E condurci vittoriosi contro i Solimi e le alleate Amazzoni…

E’ pigro l’uomo che si limita ai cinque sensi. L’intuizione, la visione, il sogno da realizzare fanno lavorare su se stessi e con se stessi; con gli altri nelle imprese di squadra. Personalità e anima possono integrarsi per spostare “la ricerca” dal potere esteriore e manipolativo al potere interiore e liberatorio. Tutto questo è luminoso. Ma viviamo in mezzo a gigantesche nuvole d’informazione e in mezzo a idee ossessive e deliranti. Quando le parti spaventate della personalità umana si coalizzano per troppo isolamento, si spezzano le tradizioni e si radica la violenza in tutte le sue forme. Sono le parti spaventate della personalità che esaltano il dolore dell’impotenza.

Il dolore dell’impotenza si prova quando il mondo non è come lo vogliamo. C’è l’uomo che riflette e l’uomo che ha il coraggio di sfidarlo, il mondo. Certe pigrizie ora vanno terminate. Serve riflettere: la ricerca di potenza è ricerca di vita solo se si accetta la sfida a queste parti timorose, accettando anche il dolore e imparando dagli errori. Evitando di mascherare il dolore d’impotenza dietro la rabbia, la gelosia, l’invidia e l’incapacità di essere quel che non si è. Tra la vita e la morte c’è una questione di controllo e di autocontrollo. Un senso di sicurezza e di autostima da recuperare.

Si può partire dallo spirito dell’evoluzione. Oppure, rispettando le raccomandazioni dell'Oms, da 150 minuti a settimana di attività fisica a moderata intensità. 



17 maggio 2016

Up&Up

Up&Up è speranza per tutti. Time to change and time to choose. Vedere oltre, liberi di costruire fino all'ultimo guizzo di fantasia.

8 maggio 2016

Corde

“Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia.” (Goethe)


L'audacia può arpeggiare la vita. Scegliere d'inventarla con passione e libertà. E poi suonarla come un chitarrista sull'oceano. Piano piano o forte forte, ma sempre vita tra le dita...


30 aprile 2016

Flare

La fantasia è un posto dove ci piove dentro, scriveva Italo Calvino. 

Uno s'immagina che piovano ricordi e desideri, che fiocchino lenti e sciolgano guance a volti scoperti; che condividano posizioni a goccia d'inchiostro. Pioggia di fermenti e di illusioni. Fino a quando arriverà il sole, si apriranno le finestre e fioriranno alberi da frutto: forse sarà spettacolare.

O s'immagina che piovano realtà da finestre un po' scassate e bacinelle sotto il tetto che tintinnano fino ad ammalare; che arrivi il freddo insieme all'abbandono. Pioggia di agonie e ancora d'illusioni. Poi arriverà il sole, le finestre non si aggiusteranno, le muffe daranno nuovi parassiti: forse sarà solo ora di morire.

Ma Calvino, cosa voleva dire?




Il 17 aprile 2016, in una regione attiva sul lato destro del sole appare un brillamento catturato dalla NASA Solar Dynamics Observatory. Il brillamento solare ha causato blackout radiofonici, seppur moderati.