30 aprile 2016

Flare

La fantasia è un posto dove ci piove dentro, scriveva Italo Calvino. 

Uno s'immagina che piovano ricordi e desideri, che fiocchino lenti e sciolgano guance a volti scoperti; che condividano posizioni a goccia d'inchiostro. Pioggia di fermenti e di illusioni. Fino a quando arriverà il sole, si apriranno le finestre e fioriranno alberi da frutto: forse sarà spettacolare.

O s'immagina che piovano realtà da finestre un po' scassate e bacinelle sotto il tetto che tintinnano fino ad ammalare; che arrivi il freddo insieme all'abbandono. Pioggia di agonie e ancora d'illusioni. Poi arriverà il sole, le finestre non si aggiusteranno, le muffe daranno nuovi parassiti: forse sarà solo ora di morire.

Ma Calvino, cosa voleva dire?




Il 17 aprile 2016, in una regione attiva sul lato destro del sole appare un brillamento catturato dalla NASA Solar Dynamics Observatory. Il brillamento solare ha causato blackout radiofonici, seppur moderati.

25 aprile 2016

Acrobazie

"La liberazione non è la libertà; si esce dal carcere, ma non dalla condanna" scriveva Victor Hugo nei Miserabili. Sono passati centocinquant'anni, la società non è più terrorizzata dalla miseria, il carcere è più che un'associazione ricreativa, ma la condanna resta. Si è trasformata in tante giovani condanne: sono quelle del radicalismo religioso, della crisi di appartenenza culturale, del difficile passaggio di testimoni sul lavoro, in politica e in economia...

Il sole è già alto all'orizzonte e immaginiamo di fare acrobazie. Ci liberiamo rapidamente, ma anche noi siamo un po' condannati, forse solo dannati. O nati per rincorrere la vita e quella libertà che è come un corpo senza spirito...

Corriamo nella Natura, "tra strade che si seguono impossibili", come scrive Daniele Silvestri. Vediamo il mondo dai nostri piccoli oblò, e corriamo. Più di venti chilometri passano in fretta... "Dovremmo resistere / dovremmo insistere / e starcene ancora su / toccando le nuvole / o vivere altissimi / come due acrobati / sospesi...".



Ma la fame fa riflettere ed i corpi ritornano in equilibrio, come dopo una curva, su due ruote, in una pista...


23 aprile 2016

Risvegli

Certi allenamenti sono lenti e densi come una cioccolata fumante. Ci prepariamo a diventare gli uomini che non siamo ancora stati. Corriamo contro il tempo. E concentriamo le attenzioni sulle distrazioni, i cambiamenti, le curiosità. Giochiamo sempre, nonostante l'età. Ragioniamo intorno alle cose più fluide.


La logica porta a svuotare il bicchiere. L’immaginazione porta a vedere senza guardare, a sentire senza ascoltare, respirare senza chiedersi perché: porta dappertutto. L'immaginazione cattura le risate per capire di noi: rilascia gli scarti, gli sprechi e le differenze tra ciò che siamo e ciò che vorremmo diventare. Sfiora la malinconia. 

"La malinconia è un desiderio di desideri" scriveva Lev Tolstoj. A volte "sono pronto a perdere i piedi, a lasciarmi trasportare per andare nel posto in cui si rivela il mistero della vita... Possiamo raccontarci segreti e ricordare come si fa ad amare", come in "Catch & Release" di Matt Simons... Possiamo.





17 aprile 2016

yeap

Avevo proprio voglia di tracciare una via più dinamica. Avevo voglia d'intercettare qualcosa in mezzo al cielo partendo dal solito volo radente. Impennando all'improvviso, alle spalle della vita.

L'arte di disegnare senza una gomma è per Gardner una metafora della vita. Si può scarabocchiare e si può punteggiare con cautela. Ma se uno è sempre cauto, può restare un essere umano? Si chiede Solzenicyn. 

Esco di casa dopo le 9 con un piede dolorante per una storta di due giorni fa. Il piano sembra difficile: devo raggiungere via Roma a piedi, 10 km, e arrivare un minuto prima della partenza della mezza maratona di Santander. Correre uno dei due giri in mezzo alla folla, 10 km, e poi ritornare di corsa. Una traiettoria di 30 km. E zoppico. Ma nonostante tutto sono felice. 

Seneca mi ha appena detto che le cose sono difficili perché non osiamo, e non viceversa. A volte gli credo. Questa volta credo ai suoi occhi azzurri. Sento l'onda di calore arrivare. La vita dall'altra parte è spettacolare. Immagino ogni cosa. La musica, la danza, i colori. Al più rischio un piede. 

Ci sono rischi che non possiamo permetterci di correre e rischi che non possiamo permetterci di non correre. In "Sweet disposition" dei Temper Trap: "A moment, a love, a dream, aloud. A kiss, a cry, our rights, our wrongs...". Non possiamo smettere di correre tutto questo e per questo... 

"Won’t stop 'til it’s over...". Non si fermerà finché non sarà finita. 

Intanto saluto l'Orco Pippo impegnato sulla mezza maratona; poi finisco di correre i 30 km. Sono volate 2 ore e 30 minuti.

(volo radente)

(obbiettivo salute)

(traiettorie)

(xYeap)
(infiltrato)

11 aprile 2016

#cloud

Sentirsi tra le nuvole. Poi più nulla. L'anima dispersa nel cloud, più o meno da quando Andrew Bird suonava così:

5 aprile 2016

Via Lattea

Marble Machine: un’orchestra magica alimentata a biglie

Mi occupo di automatismi e di sequenze di manovre eppure sono rimasto a bocca aperta davanti a quest'opera d'arte dei meccanismi. Sempre a bocca aperta ho chiuso gli occhi ed immaginato un piccolo universo musicale, pieno di pianeti, stelle, cosmi, microcosmi e buchi neri...

In svedese, la parola Via Lattea si scrive così: Vintergatan. Se al posto della V ci mettiamo una W, abbiamo il nome di una band svedese, i Wintergatan. Della band fa parte il musicista Martin Molin. Ed è lui che ha ideato e costruito il gioiello meccanico che suona così: Wintergatan Marble Machine...

Molin è un artista appassionato di strumenti esoterici come il theremin, lo xilofono e il vibrafono, ma anche di carillon, macchine antiche e orologi musicali. 

3000 parti interne completamente realizzate a mano, moltissime in legno, per un circuito ciclico meccanico, basato su un labirinto di piste, ingranaggi e pulegge, guide, cinghie, tubi e imbuti, dove 2000 biglie di acciaio seguono un percorso guidato verso un vibrafono per creare una melodia stupefacente... E programmabile! 

Il concetto è lo stesso dello xilofono, quindi si tratta di uno strumento a percussione, dove le biglie una volta guidate nella frequenza e nel percorso, vanno a cascata a impattare sugli strumenti adattati per l’occasione. A questo si aggiunge il metodo classico dei sequencer: velocità e frequenze di caduta delle biglie sono collegate ad un unico ingranaggio madre, una sorta di griglia di un sequencer divisa in 1/32 dove ogni nota equivale ad una biglia...

E come biglie facciamoci rotolare giù dal tubo fantastico, fino alla coclea. Fino alla trasduzione dell'impulso cinetico in impulso elettro-chimico. Di meraviglia?!


2 aprile 2016

belong

"Love is the answer" è il risultato dello "Studio Grant" dell'Università di Harvard, la madre di tutti gli studi sociali e psicologici, la più lunga, costosa e probabilmente esauriente ricerca sulle radici del benessere fisico e psicologico umano, ricerca iniziata nel 1938 e tuttora in corso. 

"La gioia è connessione e si può sperimentare e apprendere solo attraverso le relazioni umane": questa è in altre parole la conclusione attesa, attendibile, venerabile. La partenza è stata una semplice domanda: "quali fattori contribuiscono alla fioritura di un essere umano?"

Nello studio si analizzano i meccanismi di difesa empatici e non empatici usati per adattarsi (alle frustrazioni). Questi meccanismi formano una "capacità" che oggi chiamiamo resilienza (quella sportiva, per esempio, è necessaria per affrontare ultra-maratone). 

I meccanismi di difesa empatici "fanno insieme" e sono: umorismo, sublimazione, soppressione. L'umorismo è vitalità. La sublimazione è quello che fece Beethoven, depresso e ormai sordo, componendo l'Inno alla gioia anziché uccidersi. La soppressione (stoicismo) è saper affrontare responsabilmente i propri problemi mantenendo gentilezza e rispetto verso chi ci circonda. 

I meccanismi di difesa non empatici "fanno isola" e sono: aggressività, proiezione, fantasia, abitudine (di certi atteggiamenti). L'aggressività è mortificante. La proiezione è dare sempre la colpa a qualcun altro dei propri problemi. La fantasia è costruire persone finte, trattare con loro invece che con persone vere. L'abitudine è di lamentarsi e rifiutare l'aiuto altrui.

Però la Natura ha sempre giocato in attacco, non in difesa. E il meccanismo di attacco più naturale che esista, lo diceva anche Lenny Kravitz, è quello dell'appartenenza, che attacca, conquista e poi annienta...