8 gennaio 2016

Mappamondo

Da qualche tempo alloggia nel mio salotto un tapis roulant cinese, anche detto treadmill in inglese o nastro trasportatore in italiano.

E' rimasto piatto e immobile per un pugno di mesi, terreno di conquista per le unghie di cane e gatta. Poi un giorno s'è messo a rullare, a salire e scendere, a girare come un mappamondo. E io l'ho seguito all'inizio euforico. Poi l'ho inseguito grondante di sudore. Alla fine ho capito che era lui, il tappeto, a farmi volare dove volevo. C'era solo da aspettare fiducioso. 

Ora esploro, volando sul posto, la Terra che i miei occhi hanno registrato in tanti anni di subconscio, senza immaginare che un giorno o l'altro proprio quella terra nascosta sarebbe transitata per la mente come un globo rotante (dove la natura umana e selvaggia si orienta tra le ragioni dei sensi) in equilibrio costante. E mi diverto quando penso di salire sopra le colline, due minuti per ogni grado di pendenza, a velocità decrescente per mantenere costante il battito cardiaco. Costanti sono le pulsazioni della pace e del benessere. Solo così posso chiudere gli occhi e farmi trasportare. E divertire quando scendo in apparenza. 

Ad Apecchio c'è un vecchio mappamondo che misura 31 metri di circonferenza. Fu costruito in cinque anni dal carpentiere Orfeo Bartolucci che lo volle chiamare "mappamondo della pace". Chissà come sarebbe se dentro il globo ci fosse un tapis roulant che gira i sogni a chi lo fa girare. 

Mappamondo di Apecchio

2 commenti:

Fausto Bio Correndo ha detto...

Una sola parola. POESIA

marianorun ha detto...

Grazie Fausto. E' merito del nastro trasportatore che gira nella testa. Sarà magnetico? ;-)