19 marzo 2015

Pensieri elevanti

"Eccola qui, la felicità della corsa, il gusto di un gesto senza senso, che non produce niente, che non serve a niente. Nemmeno il traguardo conta. Nemmeno il risultato. Kilian Jornet con una semplice frase dice tutto quello che c'è da dire: 'Non è più forte colui che arriva primo, bensì colui che gode maggiormente facendo ciò che fa'. Vince chi gode di più. In fondo, quale felicità più grande si potrebbe rincorrere?"
< tratto dal libro "Correre è una filosofia" di Gaia De Pascale >

Domenica cercherò di portare con me questa leggerezza in più. Non voglio pensieri pesanti; non voglio filosofi erranti. Solo due piccoli monti da scalare. Due occhi per osservare quella valle a cui appartengo. Da un'essenza all'altra. La natura sarà lì ad attendere il passaggio delle fibre nervose. Tante fibre, da rilassare in salita e in discesa. Per circa 22 km, 1500 D+ e tre ore-viaggio. Il finestrino promette questo:

    

4 commenti:

Alain Guidetti ha detto...

Premetto che condivido in toto lo spezzone del libro che citi...e che trarrò sicuramente spunto da questa tua riflessione...
Premesso questo, una gara da 22 km, 1500 D+ non la vedo così rilassante per le fibre nervose...sicuramente appagante ma altrettanto impegnativa! Buon divertimento!

marianorun ha detto...

Ciao Alain! Oltre allo scarto semantico c'è la realtà. Ed è quella che tu mi dici! La realtà è più impegnativa dell'immaginazione. Sull'appagante possiamo discuterne... ;-)

Andrea Mancanelli ha detto...

22 km da scalare per nutrire l'anima... al netto delle riflessioni filosofiche, buon divertimento Mariano!

marianorun ha detto...

Grazie Andrea, per l'anima scarterò una barretta energetica, senza rifletterci troppo sopra... ;-)