15 marzo 2015

Running

C'è una meravigliosa canzone di James Bay che mi accompagna da qualche settimana, in pratica da quando ho deciso di "risalire" l'istinto del verticale, nella corsa...

Nella terra di mezzo di questi anni brizzolati, "Running" (to the place where I belong) mi sta spingendo nell'andare, e poi nel ritornare; nel salire tutti i tornanti contrastando la gravità, e poi nel far scendere tutti i muscoli, schiacciando le molle del corpo e del luogo a cui appartengo. E' la montagna, il corpo ed il mio luogo dove posso comprimere le necessità ed espandere l'aria delle inquietudini, confondere il mio tempo che inesorabile si allontana... 

Vivo così la folle corsa non più come "folle", ma come "naturale" destinazione. Da raggiungere al meglio, seguendo la luce del cielo e l'odore dell'aria, seguendo il destino proprio come in "Country Roads" di John Denver...

Ma per fortuna mi dimentico sempre qualcosa, e per qualche istante, ad ogni allenamento, sogno d'essere ancora un elastico umano lanciato come in questo video. E poi... "when the world spins in reverse", quest'istante diventa il mio anti-country, il mio anti-age (essential dream), o solo un maledetto antifurto dell'anima...

14/3/2015 - Running al monte San Giorgio (con Paolo)

3 commenti:

Andrea Mancanelli ha detto...

Bellissimo, Mariano... I'll keep running to the place where I belong

marianorun ha detto...

Se poi ci si sente cittadini del mondo, e al mondo appartenenti... si correranno le maratone in tutti i luoghi possibili... Un po' come te? Ciao Andrea!

Andrea Mancanelli ha detto...

Già, un pò come me: I'll keep running to the place where I belong... everywhere in the world.
Ciao Mariano e grazie per il tuo meraviglioso post!