19 gennaio 2014

L'ombra

Nel tempo dell'allenamento (che salta per il maltempo) provo ad osservare l'ombra; non quella che con il sole mi può superare, ma quella che senza neppure la luna inchioda le tracce del nostro agire.  Penso a Jung: è lui che ha introdotto nella psicologia analitica il concetto fondamentale di “ombra“. 

L'inconscio contiene ricordi che sono andati perduti, traumi rimossi, percezioni non abbastanza intense da raggiungere la coscienza, contenuti non ancora maturi per la coscienza. L'inconscio corrisponde alla figura, variamente presente nei sogni, dell’ombra. 

Jung intende per ombra "il lato negativo della personalità, la somma di caratteristiche nascoste, sfavorevoli, di funzioni sviluppatesi in maniera incompleta". Aspetti primitivi e disprezzabili, inaccettabili per l’Io; e quanto più essi vengono scacciati dalla coscienza tanto più sarà pericoloso. 

Quanto più l’uomo non accetta di portare con sé il proprio passato, ossia “l’uomo primitivo e inferiore con tutte le sue bramosie e le sue emozioni”, tanto più sarà pericoloso.

Ognuno di noi è seguito da un’ombra, e meno questa è incorporata nella vita conscia dell’individuo, tanto più è nera e densa. Se un’inferiorità è conscia si ha sempre la possibilità di correggerla, ma se è rimossa e isolata dalla coscienza, essa non viene corretta. Anzi, in un momento di disattenzione potrà erompere improvvisamente”.

È questo un concetto fondamentale nella teorizzazione di Jung: non possiamo sfuggire ai nostri errori, al nostro lato oscuro, alla nostra inferiorità. Quanto più evitiamo di rimuovere l’uomo inferiore che abita in noi, tanto più gli impediremo di ribellarsi e di farci del male. Affrontiamolo, non lasciamo che diventi un persecutore.

Riconosciamo l'ombra, diamole voce. Non proiettiamola sugli altri per evitare l’incontro doloroso col nostro alter ego oscuro, il nostro doppio. L’ombra è la notte della coscienza, ma può diventare alba e nutrimento per la coscienza stessa. 


L’"individuazione" inizia proprio “quando si riesce a prendere coscienza dell’ombra”. 

Se riuscissimo ad assimilare la parte oscura che appartiene ad ognuno di noi, potremmo liberare l'energia che essa nasconde, e renderla disponibile all’Io.

Alziamo lo sguardo alle stelle, e scrutiamo l'infinito che si apre dentro noi. 



5 commenti:

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Post difficile da interiorizzare, soprattutto a quest'ora della notte. Domani con la lucidità del giorno sarà più semplice capire Jung.. o forse no!

La Polisportiva ha detto...

A volte saltare l'allenamento porta a risvolti insospettabili. E anche leggere il tuo blog!
Nel prossimo allenamento col sole, guarderò meglio la mia ombra...

marianorun ha detto...

A volte è bello camminare senza saper dove andare, nella vita. L'ombra ci segue fedele, e quando non si vede non è detto che il brutto tempo s'avvicini... Il resto è psicanalisi, la parte nascosta di un iceberg chiamato "individuo"...

marianorun ha detto...

Nel prossimo allenamento lo faccio anch'io...
Ciao Enrico!

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Chapeu! Mi piace scoprire me stesso, ma non sarei in grado di formulare il mio Io come riesci tu!