12 ottobre 2013

Il confine

E poi ci sono cose che sento mie, ma non so spiegarne il perché. Cose semplici, ripetizioni, moltitudini, suoni. Come certi sacchi di fagioli che vedo al mercato. Ce ne sono di piccoli, grandi, chiari, scuri. Sfumature che sembrano liquidi, vicino ad altri semi, lenticchie, mandorle, nocciole. Si comprano insieme al loro rumore. Cesti rotondi e attraenti, sguardi della natura, strumenti di una terra matura. 

Mi fermo e inizio a pensare. Sono fagioli rampicanti. Sento nelle mani il sapore del tempo che è passato sul mio corpo lasciando per aria le stesse sfumature che ora vedo e respiro. Un passo avanti e due indietro, una foglia sospesa; sono nel quadro l'apertura, la luce nella tela.

Infilo le mani nel cesto, sono insieme a loro, e provo a fare le radici. Nessuno sa il (proprio) confine. In questo viaggio impossibile...





2 commenti:

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Leggo e mi meraviglio! Beata forza della parola

nino ha detto...

quant'è vera 'sta vignetta. sigh!