21 febbraio 2016

Fly low

“Spesso mi capita di osservare dei luoghi all'aria aperta e pensare senza accorgermene che sarebbero perfetti per un’azione militare. Mentre una persona normale guarda un paesaggio e pensa alla bellezza della natura, io, contro la mia volontà, mi accorgo di valutare dove si potrebbe mettere la mitragliatrice.” (Nicolai Lilin, Caduta libera)
Questa mattina il sole era una grande medaglia da indossare. A tutti i costi. E' stato necessario mettere le gambe in modalità di volo e salire, e poi scendere, per due volte consecutive il San Giorgio. Ma quanti giovani abbiamo incontrato? Tantissimi, finalmente! La pista dello sport semplice e liberatorio è ormai pronta per accogliere il rullare di motori umani in formazione. Di nuova generazione. Una piccola squadriglia l'abbiamo trascinata io e Paolo. Ci hanno seguito ed è stata la cosa più bella che poteva capitare. I mille metri di dislivello e i ventun chilometri ci sono sembrati pochi, troppo pochi. Il miracolo era indossato, anche se brillava rimbalzando sopra i giorni in fuga dal corpo, come il passaggio dei soli.

Al ritorno, la metafora è volata letteralmente addosso ad una mezza parolaccia. Inciampando su una pietra sono atterrato con la spalla sul sentiero, in caduta libera. Occhi chiusi e sorriso d'inevitabile... Volati via, istinto e orgoglio militare... 

6 commenti:

Enrico Franconi ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=IV4PI0Vt6nU

marianorun ha detto...

Un sogno sarebbe essere "a treetop flyer, born survivor" ;-)
Grazie del volo radente, Enrico...

MB ha detto...

Bel racconto! :)

Francesco ha detto...

voi che fate trail avete tutto il mio rispetto

marianorun ha detto...

Grazie Mattia!

marianorun ha detto...

Francesco, si sperimenta la vita. S'immagina un trailer di desideri (atletici), quindi si parte nella visione di sé. Anche tu lo sai... Ciao