11 maggio 2014

La libertà

Cercavamo la rupicapra e abbiamo trovato il capreolus...

Sul sentiero dei camosci, alla partenza della corsa in montagna s'è presentato un capriolo. Spaventato per la presenza di troppi umani (di natura cacciatori), s'è infilato in un canale rischiando di morire, incastrato sotto un ponticello e trascinato dalla corrente. Cercava la sua libertà, ma la stava perdendo. Per sua fortuna, tra gli atleti c'erano anche gli angeli. E in pochi istanti, con molto coraggio, qualcuno è riuscito ad afferrare il capriolo, sfinito dopo una lunga lotta passata a saltare controcorrente sul pelo dell'acqua. Un attimo di smarrimento e poi un'altra corsa disperata. E ancora un errore: impaurito ed annebbiato, è finito intrappolato tra due sbarre di una grande cancellata. E ancora il team degli angeli a seguirlo, e questa volta immobilizzarlo e trasportarlo in luogo sicuro. E poi liberarlo. Oscar è uno di loro. Un angelo in maglietta rossa.


Il capriolo smarrito


Inizia così, con un atto di liberazione e una libertà ritrovata, la nuova salita. 



Ore 9: partenza. Siamo oltre cento. Ci sono volti che parlano di vissuti e di pietre della Val Pellice e dintorni. Ma anche tanti giovani. E questo è ciò che conta.



Il tracciato

L'altimetria

Parto dalle retrovie e attacco la salita iniziale con tranquillità, rimontando le andature e le smorfie multicolori; leggo le magliette, le vedo diverse dal solito. Oggi sono un portabandiera della Podistica Torino in una valle di specialisti del running con dislivello. 

Questa volta sono preparato. Potenziato nelle salite e pronto alla sfida. I primi sei chilometri sono vissuti con la libertà del capriolo. Qualche volta in trappola, per alcuni secondi; poi il cuore in fuga viene ripreso per l'aorta e riportato sul sentiero. Non ho smesso un attimo d'inseguire la fila indiana; prima nel bosco, poi sul prato e infine nella prima discesa. Fantastico, sono già a quota 1425 metri e nessun segno di fatica ai polpacci, i miei punti deboli. Arrivo in 53' esatti. Un minuto prima dell'obiettivo che avevo calcolato a tavolino.

Ora inizia un lungo tragitto panoramico. Sono in qualche modo distratto. Non ho l'abitudine di scendere così rapidamente. Eppure devo. Mi pesano gli anni, lo sento. Non volo più come sapevo fare un tempo. Me la cavo grazie ai quadricipiti, in frenate continue. Poi incontro la prima concorrente femminile, in discesa molto prudente. La passo decisamente.

Ad un certo punto perdo l'equilibrio e mi accascio sull'erba, per fortuna indenne. 
In fondo, raggiungo il massimo della velocità. Canticchio Antonacci e passo il traguardo saltellando come nel suo video. In fondo, ho diviso cuore e mente. E dissolto la montagna, in libertà. Il tempo finale è 1:29:05. Come una mezza maratona, più o meno. 

All'arrivo
P.S. Il primo assoluto è stato il campione Paolo Bert, nel tempo record di 1:04:55

10 commenti:

franchino ha detto...

Bravo Mariano,... c'ero anche io ieri ma solo a camminare e a corricchiare nei tratti di scorrimento e in discesa per quello che riesco perchè sono fermo sui sentieri tecnici. Mi sono accodato agli ultimi dietro la scopa. Alla prossima e bravo!
Io ti penso raramente
con la forza della mente
allontano i momenti che mi tornano veri
quando rara e radiosa mi venivi a cercare

Saverio ha detto...

Gran bel gesto,la natura (e non solo il capriolo) li ringrazia...

marianorun ha detto...

Cavoli! Non ti ho proprio visto! Allora ti stai riprendendo! Ottimo. Presto sarai di nuovo nella testa della corsa. E la montagna, rara e radiosa, tornerà a cercarti...

marianorun ha detto...

Sperando non li ringrazino anche quelli che attendono la stagione della caccia... Ciao Saverio

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Mio figlio l'avrebbe raccontato per mesi!

Anonimo ha detto...

Che meraviglia quel capriolo!
Una Natura selvaggia che si ribella e scappa....
Un angelo lo trattiene per poi donargli la libertà; perchè libertà è poter scegliere...

Complimenti a tutte le persone altruiste. In questo mondo ce n'è davvero bisogno.

M.S.

marianorun ha detto...

E' stato tutto improvviso e repentino. Il capriolo non ha emesso neppure il minimo gemito... Era sottomesso, pronto per essere addomesticato... (eh eh)

Mario Pazzona ha detto...

Che figata! Se vieni in Sardegna puoi riprovarci con i cinghiali, ma non so se saranno altrettanto mansueti ;D
Bel racconto, complimenti per la gara e per il gesto nei confronti del capriolo.

marianorun ha detto...

Grazie Mario! Eh eh... E' solo perché oggigiorno ci sfama il supermercato...;-)

Enrico Franconi ha detto...

è inutile.. ogni volta che uno si mette in gioco capitano cose eccezionali. Bella gara!!