20 gennaio 2013

Atteggiamenti

“La mente nella sua propria dimora, di per se stessa, può fare dell’Inferno un paradiso e del Paradiso un inferno”. John Milton

La vita dell’uomo si muove nella direzione della risultante dei suoi pensieri. Una specie di forza che può agire come pensiero positivo e può essere formidabile e rivoluzionario. Il filosofo qualunque dice che ogni uomo è fautore del proprio destino, si crea la sua esistenza di luci ed ombre, di salite e discese.  Lo psicologo qualunque dice che il movimento della vita dell'uomo ha tre orientamenti di pensiero o atteggiamenti di vita: il fatalista-pessimista, lo pseudo-idealista e l’attivo-ottimista.


L’atteggiamento fatalista-pessimista è  quello che si manifesta in coloro che provano paura nei confronti del futuro, un sentimento di inutilità, disperazione, ansia e insicurezza. Il più delle volte lo si riscontra nelle persone disorientate, infelici, squilibrate. Probabilmente tutti conosciamo persone che perdono sistematicamente occasioni favorevoli, che si trovano sempre a dover far fronte a delle difficoltà, che si considerano vittime degli eventi negativi. Sono quelle persone che, appena si trovano di fronte ad un ostacolo, sentenziano: “sapevo che non ci sarei riuscito! Non posso farci niente, non posso cambiare nulla!”. Quando devono risolvere un problema importante, la prima cosa a cui pensano è che quel “lavoro” non è adatto a loro. Diventano presto infelici e disinteressati e credono fortemente che in altre circostanze, con altri mezzi avrebbero potuto risolvere tutto molto meglio e più in fretta. Si ricordano di tutti i loro fallimenti passati e una possibile riuscita viene sommersa da una montagna di difficoltà. E tutto questo si verifica a partire da un solo pensiero negativo. E, tuttavia, non si può dire che queste persone non desiderino reagire. Tante volte affermano: “Voglio rifarmi una vita”, “Voglio ricominciare daccapo”, “Voglio far girare la fortuna”, ma nonostante tutto riprendono gli stessi comportamenti, gli stessi atteggiamenti negativi, lo stesso modo di vedere le cose, anche se la situazione esterna cambia. La tendenza al conflitto, l’incapacità di superare gli ostacoli, di vedere le situazioni in modo oggettivo, di far risaltare le loro potenzialità, di vivere e di provare costantemente un sentimento di calma e armonia interiore, si ripetono ancora e ancora.


L’atteggiamento pseudo-idealista è quello caratterizzato dalla fuga dalle responsabilità e dalla tendenza a fuggire, di fronte alla realtà, in un mondo illusorio, in cui i doveri e le necessità quotidiane sono ignorati nel nome di una superiorità spirituale. Fanno parte di questa categoria i falsi filosofi, gli eterni infelici, gli eterni sognatori. Sono coloro che cedono immediatamente al cattivo umore; che stanno sempre sognando quello che potrebbero avere, senza far nulla perché i sogni diventino realtà; si innervosiscono per un nonnulla e trovano difetti in tutti quelli che li circondano, ma mai in loro stessi. L’atteggiamento pseudo-idealista non è altro che un falso mezzo di auto-protezione, di mettersi al sicuro di fronte alla realtà e al proprio destino. Gli pseudo-idealisti accettano passivamente di lasciare tutto in balia del caso, evadono in fantasticherie su un mondo ideale, che non esisterà mai, perché non fanno nulla per crearlo. Non agire rappresenta, in questo caso, un modo di agire, ma è un modo negativo, che porta a dei risultati negativi. Se l’atteggiamento pseudo-idealista si trasformasse in un atteggiamento autentico-idealista, il che presupporrebbe che il timore delle responsabilità e la fuga dalla realtà si trasformino in fede in se stessi e nella vita, allora comparirebbe il terzo atteggiamento, quello attivo-ottimista. La contemplazione può diventare, in questo caso, un corretto modo di pensare, un modo per vivere veramente e per diventare padroni della propria vita.

L’atteggiamento attivo-ottimista è quello tipico di coloro che valutano quasi tutto quello che li circonda come positivo. L’atteggiamento estremamente positivo della mente indica una ferma fede, incrollabile, che le cose si evolvano in meglio e che ogni problema o difficoltà possano essere superati. La vita è piena di imprevisti sui quali non possiamo intervenire direttamente, l’unica cosa che possiamo fare è cambiare il nostro modo di vederli. Gli attivi-ottimisti si costruiscono uno stato d’animo positivo e, allo stesso tempo, sono in grado di far fronte agli eventi e di influenzarli positivamente. Inondano tutte le loro relazioni personali di un affascinante calore affettivo. Queste persone sono consapevoli che le difficoltà non sono altro che delle necessità della vita, che ci aiutano a comprenderla profondamente e a oltrepassare i nostri limiti. Gli attivi-ottimisti sanno di non essere delle marionette nelle mani del destino, ma i fautori della loro felicità. Fanno del loro stato permanente di entusiasmo una vera arte e, in questo modo, risvegliano la capacità di aggirare gli ostacoli con facilità. Si nutrono quasi sempre dei pensieri positivi e agiscono sempre per il bene delle cose. Queste persone sono attratte da tutto ciò che può arricchirle spiritualmente, sono pronte ad imparare tutto dal nulla e credono fortemente che l’atto più rivoluzionario che possano compiere in questo mondo sia l’essere felici. E proprio per il fatto che asseriscono il bene in tutte le cose, gli eventi e gli esseri, riflettono il meglio di loro.


***
A volte capita di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato, e un movimento brusco della vita può arrestare ogni dinamica attività. Essere in mezzo a due costole incrinate mentre si tossisce (anche una parte della propria anima) mette alla prova anche l'atteggiamento migliore.

E' quello che mi è capitato di vivere in questi quindici giorni di tregua: fermo immobile o in lenta camminata (verso il domani). Ho imparato molte cose, rallentando. Ho guardato con attenzione i tetti delle case, le finestre chiuse, quelle aperte e le porte. I balconi fioriti e le scale. E i gatti. Le altre cose e gli altri esseri. Il mio castello, la mia grotta, il buio.


 Senza corsa ogni atteggiamento è sbagliato. Fatalista idealista passivo... Con lo stop attivo, il sangue addensa i cattivi pensieri. Non vedo l'ora di cominciare il 2013..

E intanto saluto i compagni che hanno già corso domenica scorsa a Scarmagno, e oggi alla Pellerina, nell'attesa delle saldature intercostali...


6 commenti:

corradito ha detto...

In bocca al lupo!!

Gabriele ha detto...

CIAO MARIANO, TI ALLEGO UN ARTICOLO SCRITTO DAL MOVIMENTO 5 STELLE SULLA BUROCRAZIA... LO METTI NELLA PAGINA PRINVIPALE PER FAVORE? GRAZIE.

marianorun ha detto...

Ok, fatto. Leggermente riadattato...

gabriele ha detto...

grazie

Anonimo ha detto...

Ricambio il saluto in quanto ho corso (o meglio scivolato, magari mi compro le chiodate....) alla Pellerina, in qualità di compagno (di squadra, la prima - in senso cronologico - alla quale sei iscritto).
In attesa che le tue costole si decidano a mettere la testa a posto, ti auguro di fare tesoro di questo periodo di fatalismo pessimismo che sembri attraversare; probabilmente ti servirà come propellente per partire ancora più forte di prima, non solo nella corsa ma anche in tutti gli altri ambiti (non sarà facile anche perchè andavi già molto forte, ma vedrai che ci riuscirai). Max

marianorun ha detto...

Ciao Max...
E io che pensavo d'essere già molto ottimista...