18 novembre 2012

Turin Marathon 2012

(link alle mie foto)

"Ci vuole un fisico bestiale, perchè siam barche in mezzo al mare" cantava Luca Carboni. Per resistere agli urti della vita, per bere e per fumare. "E come dicono i proverbi e lo dice anche mio zio, mente sana in corpo sano, e adesso son convinto anch'io!"


"Io apro gli occhi e ti penso ed ho in mente te. Io cammino per le strade, ma ho in mente te. Cos'ho nella testa, che cos'ho nelle scarpe, no non so cos'è. Ho voglia di andare uoh uoh..." cantava l'Equipe 84.

I dischi sono stati un buon numero, tutti un pò gracchianti per l'usura del vinile mentale. Sono loro che mi hanno accompagnato nei primi chilometri di questa galoppata. Poi è sceso un pò di silenzio. Ho chiuso tutte le applicazioni non indispensabili e lasciato che i microkernel potessero accedere alle astrazioni interiori, pochi e semplici accessi ai muscoli, cuore compreso. E' stata una tattica vincente.


Dall'inizio: alle 9 meno un quarto ci troviamo in gruppetto al meeting point. C'è Max con un doratissimo telo per ripararsi dal freddo, visto che ci sono solo 5 gradi (per fortuna niente nebbia). Ci sono Diego ed Ennio, perfettamente attrezzati con superbike da supporter, dinamici come sempre. Sono loro gli "angeli di Marco", quelli che tifano per il nuovo maratoneta della squadra! Arrivano i cugini Vito e Gianni, anche loro con bici accessoriate, a disposizione come messaggeri di collegamento tra noi (undici) della squadra in corsa. Arriva Fabrizio, concentrato come sempre. Vedo Carlo, poi Maurizio. Ed ecco Raffaele e Gabriele che già corricchiano minacciosi. Gabriele ha in testa una bandana con l'effige di pirata e teschi colorati sulla fronte. Ha gli occhi furbi di Captain Sharkey pronto ad assalire qualche nave nel Mar dei Caraibi. Mi guarda ed è come se volesse incrociare la mia rotta e spaventarmi: all'arrembaggio del miglior tempo! Fuggo lo sguardo, mentre Raffaele mi tranquillizza, come sempre: è lui quello che deve fare la corsa migliore, e chiudere una stagione al top, come dice Briatore. Non vedo Luca, Gianluca ed altri che dovrebbero esserci, da qualche parte.


La folla s'ingrossa, siamo più di quattromila. Ci raduniamo nella splendida Piazza San Carlo, salotto di Torino. Il presidente della Regione spara puntuale, spaventandosi del botto, e via! Ma quando ci muoviamo? Conto quindici secondi prima di fare qualche passo, poi un lungo incanalarsi su via Roma. Ah! Avevo proprio voglia di correre! Il clima è quasi perfetto: temperatura in leggero aumento e pallido sole che bacia lungo Via Po e dentro Piazza Vittorio Veneto. Poi si devia, ed il percorso punta verso il sud di Torino. Ci sono tanti ragazzini che si dimenano strapazzando batterie più o meno professionali, sul ciglio delle strade: il suono si sovrappone scalzando le mie melodie, ma è una bella ginnastica mentale che affronto inconsapevole. Molte persone sorridono, applaudono, incoraggiano, vorrebbero in cuor loro provarci. Si avvicinano bambini per un cinque con le mani: è una sensazione di bella umanità. Dai balconi osservano senza troppa attenzione, un pò infreddoliti; e scendete a scaldarvi con noi!


Tutto distrae, e i chilometri volano. Sono leggermente sotto la media dei 4 minuti e mezzo, fantastico. Al quindicesimo chilometro inizio a prendere un sorso di Gatorade: è il mio primo ristoro, e devo lentamente reidratarmi. Come si dice dalle parti del podismo, le sensazioni sono buone. Chiacchiero anche un po' con quelli che mi superano, non sono molti, ma mi va di distrarli. Si arriva alla mezza dei 21 km e il timer segna esattamente: 1h 34:00. Il chip nei piedi suona forte e mi rassicura del tempo passato.


Inizia una lenta salita di quattro chilometri, e qui patisco un po' il ritmo. E soffro, ed inizio a spegnere le distrazioni inutili. Mi concentro sui pensieri forti, sull'immaginazione che rende possibile liberare la spiritualità dell'uomo. Immagino di correre nella nebbiosa pista ciclabile di Orbassano, con Giava che conosce tutti e tutti saluta per nome. Poi immagino di correre sulla sabbia e allora tutto si fa più vicino alla realtà.


Al venticinquesimo km termina la salita. Siamo nel mio paese. Sara, Laura, Raffaele (il mio grande vicino) mi salutano e mi applaudono. Saluto l'ex-sprinter degli Artigianelli, Mauro, in tenuta da volontario ausiliario dei carabinieri: ha abbandonato un talento assoluto, ma potrebbe ancora tornare, se solo lo volesse. Vedo poi tutti quelli dell'Atletica che sono di servizio al ristoro. Mi fermo il tempo di bere tre sorsoni di Gatorade, salutacchiare e ripartire. Ma ecco che Domenico Amorosi, l'atleta vero della squadra, oggi assente, mi intravvede e mi rincorre per una fotografia: sono molto onorato!


Inizia una parte della corsa che ricordo con piacere: la discesa di Corso Francia. Siamo intorno al trentesimo chilometro e la mia media è ancora intorno ai 4 minuti e mezzo al chilometro. Spettacolare! Non pensavo proprio di correre così bene. Altre facce, altri giovani che salutano e inneggiano allo sport. Tutto è come nei diari di viaggio di Charles Darwin, per la vista leggermente distorta da mille effetti collaterali. 


Ritmo costante e nessun risentimento fino al trentottesimo chilometro. Qui inzio ad innervosirmi perchè il percorso non è più rettilineo e molte auto sgasano sulla corsia opposta. C'è stato un pezzo, vicino a Corso Vittorio Emanuele, vergognoso: a pochi metri dalle auto che sfrecciavano in senso opposto, per fortuna molto breve. Ecco l'ultimo ristoro. Mi fermo a bere, come nei precedenti, per qualche secondo, ma la ripartenza è più difficile, molto più difficile. E così perdo lentamente terreno. Cerco motivazioni, le trovo e tengo duro.


L'ultimo chilometro è una passeggiata quasi ad occhi chiusi. Tutta via Roma è un tripudio di corpi e braccia e anche i balconi sono aperti. La mia testa è rivolta al cielo, bianco con qualche venatura di grasso azzurino un pò scaduto. Non finisce più! Mentre raccolgo informazioni per l'inconscio, ecco che arriva il Traguardo: alzo le braccia e punto gli indici verso il timer sopra di me: 3h 14' e 56", media: 4'36" al chilometro!


Mi faccio fotografare e tutto scompare per qualche istante. Dopo pochissimo mi sento chiamare da Gabriele, stremato da una folle rincorsa: per poco non mi raggiungeva: 3h15 per lui. Arriva dopo pochi minuti anche Raffaele: 3h19, leggermente deluso, ma consapevole d'aver duramente lottato per sette chilometri con i crampi. Arrivano gli altri, tanti altri, e Davide, che si congratula con me, felice, ma non completamente soddisfatto. Arriva anche Mastro che mi abbraccia e sorride.


Sul traguardo, dagli spalti, mi saluta anche l'amico Gianni della Settimese: peccato per l'infortunio, altrimenti saresti stato con noi! Sul resto, infine, un pensiero di Gianni Papini: "Fra molti anni un uomo verrà certamente da me, in una calma sera d'estate, a chiedermi come si può vivere una vita straordinaria. Io gli risponderò con queste parole: rendendo abituali le azioni e le sensazioni straordinarie e facendo rare le sensazioni e le azioni ordinarie." E' possibile?

P.S.: Giava, CE L'ABBIAMO FATTA!





25 commenti:

stoppre ha detto...

mi hai lasciato di merda(per essere poetico..)! grandissimo Mariano, sei un (grande)maratoneta!!

Saverio ha detto...

Complimentissimi,una grande corsa,un gran tempo...."buona la prima" :-))

nino ha detto...

ottimo!! in tv è sembrato proprio una giornata perfetta per correre.

Anonimo ha detto...

Senza parole!!!!! Grande!!!!!!
M.S.

corradito ha detto...

Goditi questo grande tempo Mariano....sei stato semplicemente eccezionale.

Bravo!!

Vito e Gianni ha detto...

Un tempo eccezzionale per essere la tua prima maratona,
ottimo esordio! complimenti.

Gianni ha detto...

Complimentissimi,ti ho visto al 5° km davanti al palloncino delle 3 ore,e ho pensato "e matto da legare,scoppierà" e invece mi hai stupito e hai stupito tutti,sei stato veramente un grande,ce da prendere esempio dalla tua forza d'animo.

marianorun ha detto...

Grazie Maurizio, sto imparando ad assimilare la corsa gradualmente; in fondo sono ancora un aspirante podista! Tu mi insegni che bisogna avere lo spirito da ragazzino, pronto a nuove sfide...

marianorun ha detto...

Grazie Saverio, anche se il sapore era di città, è stata proprio "buona" questa galoppata! Certo, il verde delle tue parti ce lo sogniamo. Che invidia!

marianorun ha detto...

Grazie Nino, è vero, altro che Venezia! In ogni caso, in bocca al lupo per la tua ennesima, prossima avventura sui 42 km!

marianorun ha detto...
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marianorun ha detto...

Grazie Corrado, la prossima volta vorrei condividerlo con te!

marianorun ha detto...

Grazie Vito, adesso tocca a te riprendere il cammino interrotto. La prossima maratona ti aspetta!

marianorun ha detto...

Grazie Gianni, a forza di farmi superare da te e pensare: "ma guarda che forza d'animo che ha Gianni", ma come farà mai... Ho immaginato di essere al tuo posto. E sono andato cercandomi, per superarmi... ehehe

Anonimo ha detto...

Provo ad indovinare: Mosto Selvatico?
Ciao da un moderatamente e simpaticamente invidioso Max.

marianorun ha detto...

Ciao Max, scusami se non ti ho aspettato, ieri. Devi capire perchè dopo un certo tempo inizi a vacillare. E se avessi corso più veloce, all'inizio? Magari avresti gestito un finale diverso. Ci riproviamo?

La Polisportiva ha detto...

Bravissimo!!! per l'esordio a 3.14 e per le "sensazioni straordinarie"...

Anonimo ha detto...

Non ti devi scusare, non avrebbe avuto senso, non era assolutamente il caso. Ho già preso abbastanza freddo io a camminare. Riprovarci? Al momento mi viene da dire di no, ma anche l'anno scorso la pensavo così e poi mi sono lasciato tentare...vedremo!

marianorun ha detto...

Grazie a te, che sei "polisportivo straordinario"...
(Ho visto i filmati in barca a vela)

Anonimo ha detto...

Mariano complimenti sia come poeta che soprattutto come atleta... Durante la gara mi arrivavano le notizie di come stavate andando e in fondo era bello dividere la fatica con voi. Complimenti!!! Maurizio Giacobbi

marianorun ha detto...

Molto onorato, Maurizio! E' stato parlare di "corsa", viverla e osservarla attraverso il gruppo e i migliori (come te) che mi hanno fatto maturare un pochino...

fathersnake ha detto...

Non ci sono limiti, se non quelli che ci autoimponiamo. Complimenti!

marianorun ha detto...

Grazie, Father! Tolto l'imponderabile, è proprio vero. Il prossimo limite sarà sulle montagne. Qui spero di incontrarti presto. E sarà una bella musica "rock", come la sai suonare tu. Ciao!

Gabriele ha detto...

Ciao Mariano MICHELE compagno di corsa degli altri due "angeli" GABRIELE e RAFFAELE,ho letto il tuo pensiero che come il vento si unisce perfettamente alle nostre sensazioni. BELLISSIMO.
Ciao alla prossima puntata.

Gabriele

marianorun ha detto...

Ciao Gabriele... Sì, il vento della corsa ci accompagna anche sulla terra, dove le ali ripiegate toccano le foglie, i rami, ed il sole all'orizzonte quando albeggia. L'importante è spiegarle all'occorrenza, le-ali, leal-mente, allenata-mente!

P.S.: Ho visto le foto su "Marathon foto": fantastiche!