6 luglio 2015

L'impatto




In questo filmato, la racchetta colpisce la pallina alla velocità di 228,5 km/h. Le corde elastiche sembrano inghiottire la pallina...

< Il record attuale per un servizio maschile è di 263,4 km/h, realizzato nel 2012 dal tennista australiano Sam Groth >

La velocità della pallina viene misurata da un radar puntato verso la linea centrale della metà campo. Il radar è alle spalle del tennista e si attiva (emettendo onde ad una frequenza prestabilita) poco prima della battuta. Dopo il servizio, le onde emesse dal radar intercettano la pallina in movimento e tornano indietro modificate per effetto Doppler, cioè con una nuova frequenza che dipende dalla velocità della pallina. Dalla differenza tra la frequenza di emissione e quella riflessa si risale matematicamente alla velocità della pallina. 

Si intuisce che ogni onda di ritorno deve percorrere uno spazio maggiore della precedente per raggiungere la pallina e tornare indietro, quindi lo spazio tra due onde successive si allunga... 

Se ci si lascia trasportare dalle onde si può immaginare d'osservare i nostri organi interni mentre si deformano come palline, si strizzano come spugne... durante una discesa prolungata su ripidi sentieri di un trail. 

Se si allungano le orecchie si possono sentire i loro lamenti. Sono gli organi interni ridotti a fornire uno spettacolo da Flair bartending acrobatico con le linfe vitali a disposizione... Magari ispirati all'originale "Blue Blazer” che secoli fa versava lo scotch infiammato e acqua da un tazzone all'altro in una lunga scia infuocata...


5 commenti:

Andrea Mancanelli ha detto...

Immaginare i miei organi alla stregua di quella povera pallina mi inquieta non poco, Mariano... ma alla mia velocità non credo corra rischi eccessivi, per cui... evviva i ripidi sentieri dei trail!

marianorun ha detto...

Il tutto peggiora se immagino gli organi come olive galleggianti in un cocktail acrobatico... E se proprio penso al blue blazer (in cui si accende il whisky con un fiammifero mentre lo si versa da un boccale all'altro fino alla massima estensione di fiamma azzurrina possibile) sento il sangue che ritorna a scorrere, il sangue blu di un più nobile sport... ;-)

Andrea Mancanelli ha detto...

Con l'immagine delle olive e del blue blazer mi hai convinto... abbandono l'idea di percorrere i ripidi sentieri!

Enrico Franconi ha detto...

Doppler! Quello che viaggia in ogni ambulanza...;-)

Alain Guidetti ha detto...

Devo essere sincero, pensare alle mie budella come ad uno shaker per coktails crea assolutamente un'immagine nuova nella mia collezione...che tra l'altro mi induce immediatamente a drizzare le orecchie e a sentire se anche da fermo non si possa ascoltare qualche suono...non sono sicuro che tutto ciò faccia bene alla mia voglia di trail.... ;-)