20 giugno 2015

Chiamate 3131

Ecco fatto, mi sono messo anch'io in contatto diretto con quel "mezzo di comunicazione" che è la montagna. Da raggiungere o scalare in qualche modo. Mi sono iscritto al "Trofeo Monte Chaberton 2015" che è una salitona e una discesona al monte alto 3131 metri. Chiamate Chaberton 3131 è la linea immaginaria "senza filtro" che ora si aprirà nella testa, in quest'ultima settimana che precede la salita. 

La storia dello Chaberton è legata alla sua posizione strategica, sulla cresta che divide l'Italia dalla Francia. Su questa vetta, una "batteria di cannoni fortificata" venne costruita nel primo decennio del '900. Il battesimo della fortificazione coincise anche con la propria fine: nell'arco della settimana dal 21 al 25 giugno del 1940 i mortai francesi fecero piazza pulita, più o meno...

Mi affiderò all'immaginazione, vista la carenza di allenamento. E il tempo che fugge non mi lascia alternative. Ora o mai più. La compagnia è numerosa, i plotoni si stanno schierando. 2000 metri di dislivello positivo e 25,5 chilometri sono una buona linea di comando e controllo mentale...



10 commenti:

Andrea Mancanelli ha detto...

Se ti fossi preparato adeguatamente, Mariano, avresti conquistato le batterie dello Chaberton di gran carriera, dal momento che dovrai affidarti all'immaginazione... andrà allo stesso modo.
In bocca al lupo!

marianorun ha detto...

Eh eh... Andrea. Con la fantasia, solo con quella... Adoro Rimmel quando suona così: "...ma un futuro invadente, fossi stato un po' più giovane, l'avrei distrutto con la fantasia, l'avrei stracciato con la fantasia..."... Il futuro invadente è quello che ci scaccia via quando si fa troppo tardi (ogni cosa)...

Andrea Mancanelli ha detto...

Incredibile, Mariano... inizialmente avevo commentato il tuo post citando esattamente questi versi di Rimmel ("li straccerai con la fantasia", riferito ai 2000 metri di dislivello positivo)! E allora ti saluto con "non conosce paura, l'uomo che salta e vince sui vetri..."!

Anna LA MARATONETA ha detto...

Accipicchia...ti accingi ad una impresa non da poco. Penso ci sia uno sforzo fisico considerevole, ma anche che oltrepassato quello si vada avanti solo con forte cognizione mentale. Alla montagna va dato del lei. complimenti ancora...

marianorun ha detto...

Parole sacre, Anna. Sono felice d'aver preso lezioni di montagna da mio padre, e aver vissuto la solitudine e la durezza della salita in tante condizioni... Certo arrampicare la montagna è un'altra dimensione, che ritengo fuori portata, mentre accordarsi alla dolcezza dei pendii e sentirsi più leggeri nella salita... è proprio quel "dare del lei alla montagna" di cui parli tu, no? ;-)

franchino ha detto...

La mia montagna del cuore, sono salito due settimane fa a provare la salita da fenils con un amico iscritto come te al rinato (finalmente) trofeo chaberton. Io sono in val di fassa per il giro a tappe e non potrò essere su a farvi il tifo e a strapaprvi un sorriso. In bocca al lupo Mariano, e se non ci sei mai stato ti consiglio poi una passeggiata tranquilla su al forte. In groppa allo stambecco!

marianorun ha detto...

Grazie Franco! E soprattutto in bocca al lupo per la tua impegnativa settimana di corse in Val di Fassa... "con tappone ai 2000 metri della balconata del Ciampedie"... Non ci sono mai stato, ma credo proprio si tratti di uno scenario straordinario... Intanto porterò i tuoi saluti alla Montagna... Ciao!

franchino ha detto...

grazie Mariano! e viva il lupo!

Davide Massone ha detto...

Ci saro anch'io per questa avventura, sicuramente ci divertiremo.
"Le grandi montagne hanno il valore degli uomini che le salgono, altrimenti non sarebbero altro che un cumulo di sassi" W. Bonatti

marianorun ha detto...

Sicuro, Davide! Anche il meteo sembra buono: divertiamoci!
In fondo basta mantenersi un pelino sotto la soglia del proprio limite e lasciarsi attrarre dall'alto, e dal valore di cui parla il leggendario Bonatti...