10 marzo 2014

Maratonina del Lago Maggiore 2014

Domenica 9 marzo 2014, sul Lago Maggiore, lo stato maggiore della Podistica Torino ha dato, come sempre, il meglio di sé.
(Giancarlo il Presidente)
Una "perfetta macchina organizzativa" ci ha guidato serenamente attraverso i tempi ed i luoghi delle fasi evolutive dell’ homo orange, podista molto Sapiens. Reclute, soldati, graduati delle truppe arancioni. Ed ufficiali al comando senza esitazioni...

Tre pullman, per oltre centocinquanta iscritti della Podistica. Alle 7:15 si parte da Torino. Alle 9:15 si arriva a Verbania. Proprio di fronte alla Villa Giulia, dove si ritira la sacca per gli indumenti personali ed il pettorale. Senza code né attese, grazie al magistrale lavoro della Squadra che ha curato la distribuzione per i propri iscritti, addirittura per gruppi di cognomi.

Poi ci si cambia a gruppetti, nel soleggiato tepore mattutino che riscalda il praticello di questa maestosa Villa Comunale (un tempo Kursaal, Casa di Ritrovo del Forestiero, e ora sede del Centro Ricerca Arte Attuale). In pochi sanno che qui si digeriva, di fronte al lago, nelle fresche estati festaiole, a suon di Fernet. Perché in origine, la Villa era la casa di Bernardino Branca, l'inventore dell'Amaro famoso (il Fernet Branca), voluta da lui intorno al 1850 (Giulia ne era la nuora).



(Villa Giulia)
Ci si veste in stile Liberty, con la facciata della Villa rivolta verso il Lago e le nostre facce sparse, a volte comparse di propri fantasmi da sfidare, come dice Lorenzo.

Gli attimi prima della partenza sono puntine da disegno di stati emotivi. Si tengono in una mano o si innestano sul pettorale. Si controllano le puntine degli altri sorridendo a denti stretti, anche per qualche brivido di freddo. Qualcuno sembra non provare emozioni, ma è solo una maschera. 
Dietro la pelle, il sangue ribelle irrora tumultuoso ogni forma di pensieroSi è soli con il proprio destriero...

(Oltrepassare il Lago)
Il pelo d'acqua luccica e fa pensare alle vacanze. Poi si entra nelle griglie e tutto sparisce. Si diventa quell'unica entità selettiva sulle frequenze portanti, lo speaker, il garmin, i cori ed i canti. Si conta, in quel tempo che scorre più lento del normale. Si diventa importanti. Allo sparo si accende il fuoco sacro non appena la scarpa davanti agli occhi infiamma la sua gravità, e si solleva dall'asfalto.

Da qui in avanti si proietta un film del tutto personale. Senza sceneggiatura, senza inquadrature fisse, a volte scoordinato, ripetitivo fino alla noia di sequenze ravvicinate e insistenti, sfocate. Di rumori di apparati respiratori, di aspirapolveri fuori giri, di sirene e di ambulanze che vanno e vengono ad assordare quel pezzo di vita che sta tra la sofferenza e l'appagamento e che rimbalza tra le due cose troppo spesso per non condurre ad un esausto finale di contesa.

Parto vicino al triatleta Callegari, pettorale 203. La sua struttura è quasi perfetta. Lo tengo a vista, per i primi cinque o sei chilometri, ma pian piano si allontana e si dilegua. Mi ritrovo in mezzo a successivi gruppi colorati. Il tempo si richiude sulla propria isotropia quando al quindicesimo chilometro, nel bel mezzo della strada che porta al traguardo i primi kenyani, all'ora esatta che scocca solenne e agli applausi amplificati dal tripudio e dalle casse di grandi altoparlanti, vedo il Pimpe. E lo saluto, mentre lui ride e ricambia girandosi nella mia direzione, quella opposta al traguardo.


Perché la bellezza di questa mezza maratona è la striscia di 3+3 chilometri di strada che si percorre in direzioni opposte, sulla stessa carreggiata, prima di arrivare al traguardo. Così si vedono quelli che stanno arrivando alla propria sinistra (due o tre metri) e che hanno già corso fino a 6 chilometri in più, a scalare... Stratagemma per la psiche e scenografia di interminabili saluti, sorrisi e smorfie frontali di cui nutrirsi per interminabili minuti...
(Lo sprint finale)
 
Alla fine arrivo anch'io! Supero un altro triatleta. Sono 169 esimo su 2027 concludenti. Fierissimo del mio personale, alla terza mezza maratona ufficiale della carriera podistica: 1:26:55. Tre minuti sotto il tempo del precedente dello scorso anno (già cinque minuti in meno della prima).

(E' andata, Raffaele)
Un abbraccio a Gianni che arriva silenzioso alle mie spalle di soli 10 secondi! Un abbraccio a Raffaele, poco dopo e poi ad Andrea e ai nuovi compagni della Podistica Torino che 
inizio a riconoscere: Stefano che arriva con me in volata, Gabriele che ha ceduto negli ultimi tre chilometri un paio di minuti, Salvatore che lavora nello stesso mio palazzo, Andrea, Roberta, Barbara, Giancarlo che è il presidente, Vincenzo che ha il Caminito Cafè, Alberto che si prepara al prossimo ultratrail, Fernando che deve sistemare il suo calcagno... quelli che ricordo.

Ci si rifocilla e si finisce sopra una tovaglia. E poi, non è questo il vero traguardo? La vera medaglia?


(Gli Amici della Certosa, tra cui Marco e Silvia)
(Diego, Silvia, Gianni, Raffaele, Marco, Ennio ed io)





(Gira e rigira...)

(L'imbarco per l'Isola Bella)


(Pronti a rientrare)













13 commenti:

Fausto di Bio Correndo ha detto...

Reportage d'amarcord.. per me! Ho vissuto sul lago per più di 5 anni e vedere luoghi a me così familiari mi ha fatto fare un tuffo nel passato. Grazie e complimenti per il post, ma soprattutto per il personale!

nino ha detto...

complimenti. non puo che andare sempre meglio

Gianni ha detto...

Grande Mariano è un piacere leggere i tuoi racconti, oltre a un ottimo corridore sei un bravo narratore, ormai nelle lunghe distanze sei diventato bravissimo, continua così, alla prossima corsa e mangiata

Lorenzo Pisani ha detto...

Bravissimo Mariano. Tu migliori, io peggioro cosi' presto c'incontreremo a 1h24 dalla partenza.

marianorun ha detto...

Grazie Fausto. Mi consolo con il moltiplicatore anagrafico... Certo i "nove minuti esatti" che separano i nostri personali sulla mezza... sono qualcosa di impressionante per chi sa cosa significa correre. Complimenti per i tuoi cavalli!

PODISTICATORINO ha detto...

Mariano, grazie per avere descritto così bene una bella giornata di sport e grazie a nome di tutti gli "orange" per i complimenti alla nostra macchina organizzativa !
Siamo proprio soddisfatti che tutto sia andato per il meglio ed il tuo racconto ne è diretta testimonianza. Mi piacerebbe mettere l'home-page di www.podisticatorino.it a disposizione per un tuo prossimo articolo ! Complimenti per il tuo nuovo personale che è già "luccicante" nella tua scheda atleta .... e pronto per essere riverniciato a Vigone, al termine della bellissima "Mezza di Varenne" ! Gian Carlo

marianorun ha detto...

Ehehe crederci fa anche bene allo spirito! Grazie Nino.

marianorun ha detto...

Grazie Gianni! Le lunghe distanze fanno più succulente tutte le pietanze...
Alla prossima!

marianorun ha detto...

Tu non peggiori. Tant'è che hai corso come sette anni fa, ad un ritmo da sogno (4 minuti in meno di me). E' la qualità che conta... Sai come ti gusti ora questo tempo? Molto più di un tempo...

marianorun ha detto...

Grazie Gian Carlo, molto onorato. Cercherò di fare del mio meglio...

Saverio ha detto...

Sotto l'ora e ventisette disintegrando il vecchio PB...mi unisco al coro dei tanti meritati complimenti che hai avuto!

Corrado Valerio ha detto...

Super complimenti Mariano , sei stato grandissimo!!

Furio ha detto...

Complimenti per la gara ed il personale! :-)