8 novembre 2012

Allenamento banale

Un quarto d'ora di riscaldamento, sette mille a quattro con recupero di trenta secondi tra luci ed ombre del solito parco. Ecco l'allenamento di ieri sera, in compagnia degli amici  dell'Atletica leggera.

Pareva un allenamento e basta, dinamico, inerziale. Invece mi sono dovuto piegare sull'essenza d'erba, l'assenza di luce, l'usanza di pregare. Padre nostro che sei nella terra oscura, dentro al pozzo e alla paura, sia fatta la tua volontà superiore alla mia, nella corsa e per la via...

Dalla periferia al centro dell'essere pensiero, agnostico a me stesso. Fibre da sfamare, cartilagini da sopportare, pelle da confinare. Tutto si mette in gioco nello sforzo solo umano di assegnare un obiettivo e motivarsi. Che fatica ritrovarsi...

La nuvolosità del cielo è totale. La forma delle nuvole scompare. Cerco l'unità di misura, quella vera, meteorologica, per il cielo oscurato. Ha un nome molto strano, si chiama "Okta". Ok come "Ok" e ta come tapascione
, il podista chiacchierone. Oktas 8, quindi, era il cielo sopra di me, ieri sera. Oktas O (zero) è il sereno, quello dell'anima che non c'è.

Così chiacchiero senza sostare, nei tanti secondi nuvolosi ed annebbiati che precedono la maratona. Sarà da correre o da rianimare?



4 commenti:

Hal78 ha detto...

Tra tutte le unità di misura che la mente umana ha istituito nel corso dei secoli, l'okta si porta appresso un grado d'inutilità difficilmente eguagliabile.
Mi piacerebbe conoscerlo, l'inventore, così, per guardarlo negli occhi e stringergli la mano.
Trenta secondi tra un mille e l'altro, accidenti. Quasi meglio non farli, danno l'illusione di poterti riposare ma non son sufficienti nemmeno per due boccate d'aria. Illudono.

marianorun ha detto...

Sì, Hal è così! Eheh... L'inventore di Okta si radeva col rasoio di Occam, e qualche volta si tagliava sotto il naso da (ri)fiuto scientifico.

La Polisportiva ha detto...

banale? Hai lavorato bene invece.. Banale un Okta! anzi, 1 Oktas.

marianorun ha detto...

;-) molto simpatico