28 ottobre 2012

Lunghetto scherzetto

Oggi si è aperto il frigorifero celeste ed ho visto che le provviste per l'inverno sono già lì che attendono la distribuzione a pioggia sulla terra da calpestare e sull'ansia occidentale. Le umidità del suolo e del cielo si sono suturate in una lampo, molto sopra le nostre teste perdute alla ricerca di un senso ancora intatto.

Ci siamo ritrovati alle 8:30: io, Gabriele e Raffaele. Fuori una manciata di gradi sopra lo zero; dentro il fuoco sacro a riscaldarci la corsa. Una signora gentile molla il cane e ci fotografa qui:




Corriamo sotto la pioggerellina fredda fredda verso il Parco della Certosa di Collegno. Alle 9 ci uniamo al gruppo dei temerari dell'Atletica che attendono al ritrovo. C'è il coach Fabio che stabilisce il percorso dell'allenamento e ci sono Gianluca, Roberto, Gianni e Max, oltre a noi tre. Direzione Rivoli, salita al Castello, giro del parco di San Grato e ritorno. Per noi saranno 25 km.

E' in questi momenti che si muove l'ago della bilancia in mezzo alla psiche e in mezzo al corpo. Il freddo non pesa molto, la pioggia neppure. Le scarpe inzuppate suonano sull'asfalto delle note primitive. Si balla insieme, e questa danza legale come l'ora della corsa ci permette di attraversare il tunnel. Non dirò cosa c'è al di là, ma di colpo la luminosità del cielo è aumentata, la fatica è svanita, l'ansia dissolta. Le parole conosciute non sono sufficienti e si fatica a raccontare. Si condivide, e si respira l'aria per la vita. Che sogno, e che gita!

2 commenti:

kaiale ha detto...

eh...e altro lunghetto portatoa termine ;)
avanti così

marianorun ha detto...

Avanti così eheh... Fino a pochi mesi fa pensavo che i lunghi fossero solo una perdita di tempo. Invece ora ho capito quanto siano fondamentali per l'esplorazione di sè e del proprio mondo interiore. Si impara a conoscersi e a comunicare in modo essenziale con gli altri mondi, e si cresce di chilometro in chilometro, fino a dove non so ancora...